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Secondo giorno

   
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ITINERARIO ATTUALE

Si parte dal Monte Spada alla volta di Fonni, attraversando numerosi pascoli, grosse aziende zootecniche, boschi di querce, canali ricchi d’acqua. Le acque provenienti dal Monte Spada riempiono il lago Govossai, bacino idrico che rifornisce di acqua potabile Nuoro e tutta la Baronia. Si entra quindi nel canalone di Taletho. Il terreno è qui caratterizzato dalla coltivazione delle patate. Ogni famiglia fonnese possiede in questa zona un appezzamento di terra per la coltura necessaria al fabbisogno familiare.

Si attraversa il centro abitato di Fonni e si visita il centro storico, il convento, il santuario dei Martiri. Si esce poi dal paese in direzione della valle del Taloro e si passa fra due nuraghi, Nuraghe Utturu ‘e mesu e Nuraghe Dossonello. Si continua la discesa verso Sedda Intermattas dove si guada il Riu S’Abbadorgiu, raggiungendo il sito di Predasfittas (dolmen). Si scende nel canale di Aratu, sovrastato sulla sinistra dal Nodu Lopene, secondo la leggenda corrispettivo della rupe di Leuca. Si raggiunge quindi il Lago di Gusana che si costeggia sul lato sinistro sino al ponte Taloro.

Sosta pranzo presso il Centro equestre Taloro.

Dopo il pranzo si attraversa il ponte Taloro, si costeggia il lago sul lato destro sino al ponte Gusana che si attraversa, entrando così nel territorio di Gavoi. Qui si visitano le Domus de Janas. Si risale quindi verso Lodine dal quale si può godere un ampio panorama. Si attraversa il paese e ci si dirige alla volta di Sa Itria passando in un territorio ricco di nuraghi.

Si percorre a ritroso un antico sentiero di transumanza che percorrono ancora oggi i cavalieri di Gavoi al rientro dalle festività del santuario di Sa Itria. Il territorio è caratterizzato da querce e sughere. Si raggiunge l’altipiano di Lidana dove sorge il Santuario dedicato alla Madonna di Sa Itria.

Dal santuario di Sa Itria si intravede la prossima tappa: il Santuario di San Cosimo (Santi Cosma e Damiano). Si riparte quindi alla volta del santuario attraverso l’altopiano di Lidana caratterizzato da querce e sughere. Si arriva e si visita San Cosimo.

Si riparte verso Mamoiada passando per un altopiano dal quale si intravede il paese circondato dai vigneti dai quali si produce il rinomato Cannonau di Mamoiada. Qui si visita il sito delle Pedras Longas, della Preda Pintà e il Museo delle Maschere.

Si riparte da Mamoiada alla volta di Gonare, addentrandosi in un suggestivo bosco di querce, lecci, querce da sughero, agrifogli, sino a raggiungere il Monte di Gonare.

Sul Monte di Gonare si effettua la sosta per la cena e il pernottamento.

 ITINERARIO DELL'800

Il sughero...
"Giacchè il luogo dove avevamo sostato si trovava ai limiti di una delle più grandi foreste di querce da sughero della Sardegna, sarà bene che dica qualcosa sul sughero mentre la mia vecchia guida se la dorme, incurante delle formiche e della malaria. Lo spettacolo, in certo senso commovente, di una quercia da sughero spogliata della sua corteccia è frequente in molte parti dell’Isola ma è nelle montagne che accade di vederlo più spesso. Un centinaio d’anni fa, probabilmente, in Sardegna, querce de sughero ce n’erano cinque volte più di oggi. Gli incendi, ogni anno, ne hanno distrutto centinaia di migliaia ma la consuetudine assai riprovevole di dare in affitto ai mercanti continentali interi territori con alberi da legname ha contribuito all’ulteriore spoliazione".

(Citazione tratta da Charles Edwardes, Sardinia and the Sardes, 1889. Traduzione a cura di Lucio Artizzu. Nuoro, Illisso, 2000)